L'Ecoregione Mediterraneo Centrale possiede una varietà di paesaggi incredibilmente elevata se si considera la sua estensione. La struttura e la posizione della penisola italiana ne favoriscono il ruolo di ponte tra il continente africano e l'Europa per le faune e le flore. Inoltre, la presenza di rilievi montuosi che raggiungono i 3.000 m (il Gran Sasso con i suoi 2.914 metri s.l.m.), le pianure, i piani collinari e gli oltre 8.000 km di coste rocciose e sabbiose consentono una diversità a livello di habitat.
La presenza combinata di numerosi e differenziati habitat, distribuiti in diverse combinazioni e stadi, dona al paesaggio dell'Ecoregione Mediterraneo Centrale quelle particolari caratteristiche a mosaico che lo distinguono e lo rendono così tipico rispetto a molte zone temperate del nord o rispetto alle aride o umide zone tropicali.
L'urbanizzazione, l'uso intensivo in agricoltura di fertilizzanti ricchi di azoto e fosforo, l'inquinamento di origine terrestre causato dalle acque di scarico non depurate, il turismo di massa, gli sversamenti di petrolio, l'introduzione di specie alloctone, la pesca eccessiva: tutto questo mette in serio pericolo la vita del Bacino Mediterraneo.
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Aspetti Climatici
Il clima dell'ecoregione Mediterraneo si presenta estremamente diversificato in termini di precipitazioni, temperature e pressioni. Si passa dal clima sub-tropicale della Sicilia a quello nivale dei rilievi più elevati dell'Appennino centrale. Tale diversità è determinata dall'elevata ampiezza territoriale della penisola, dalla presenza della catena appenninica, orientata approssimativamente nord-sud, e dalla vicinanza delle masse continentali africana ed europea.
Biodiversità
Sulle terre emerse comprese nell'area del bacino del Mediterraneo si trovano 25 mila specie di piante, 62 specie di anfibi e 179 specie di rettili. Oltre la metà delle specie animali e vegetali presenti in quest'area vive esclusivamente qui. Il Mediterraneo è inoltre un importante snodo delle rotte migratorie per almeno 150 specie di uccelli di tutto il Paleartico ed oltre.
Il Mediterraneo è il più grande mare "chiuso" del mondo: 2,5 milioni di kmq. In esso vivono circa 900 specie di pesci e circa 400 specie di piante marine.
I 67% delle specie mediterranee sono state censite nel bacino occidentale, il 38% in Adriatico, il 35% nella porzione centrale del Mediterraneo. Il 25% delle specie risulta endemico, di queste numerose sono specie ittiche, delle quali alcune molto importanti come risorse economiche per la pesca.
Impatti del turismo
Le principali conseguenze delle attività turistiche sull'ambiente sono soprattutto: eccessivo utilizzo delle risorse (territorio, acqua, energia etc.) e inquinamento (rumore, spazzatura, contaminazione dell'acqua e dell'aria). Questi problemi sono esasperati dalla concentrazione dei visitatori nel tempo e nello spazio, in destinazioni che non sono in grado di sostenere questa pressione.
Gli impatti ambientali sono quindi sia diretti che indiretti:
• diretta distruzione dei biotopi, specialmente sulla costa, attraverso una inadeguata pianificazione e costruzione di infrastrutture turistiche (hotel, porti, campeggi, seconde case, parchi tematici etc).
• danni indiretti come la frammentazione degli habitat causata dalle infrastrutture progettate per portare turisti in un'area (strade, aeroporti etc.) o dalla costruzione degli alloggi per il personale impiegato nell'industria turistica.
Senza un'attenta pianificazione e una efficiente gestione, il turismo può avere frequentemente un impatto negativo sull'ambiente e sulle comunità locali o sui loro valori cultuali.
Questa è la ragione perché sempre un maggior numero di governi nazionali e organizzazioni internazionali riconoscono l'importanza di una accurata gestione che possa minimizzare il negativo impatto del turismo.
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Il decalogo del WWF per la gestione delle spiagge verdi
Cosa fa il WWF
Il network degli uffici del WWF nel Mediterraneo (WWF Francia, Italia, Grecia, Spagna, Turchia, Ufficio dei Programma del Mediterraneo con il supporto dell'Ufficio Europeo di Policy) si è impegnato nella definizione di una strategia di conservazione comune, la Mediterranean Initiative.
Questa strategia di conservazione si basa su una vision a scala trentennale affinché:
1il degrado ambientale e la perdita di biodiversità siano arrestati;
2gli ambienti naturali, la biodiversità e i valori culturali vengano riconosciuti come elementi sui quali fondare la qualità della vita;
3i governi, le comunità e le aziende diano il giusto valore agli ecosistemi, alla biodiversità e alle funzioni ecologiche, quali fondamenti essenziali del benessere umano, della sicurezza e dello sviluppo economico.
Dall'analisi delle conoscenze disponibili e del contesto politico ed istituzionale, nasce così una complessa strategia d'azione per il riconoscimento di un ruolo primario di ecosistemi e biodiversità nella gestione economica e nella qualità della vita.
Non è solo il WWF a ribadire la necessità di proteggere gli ambienti mediterranei, la richiesta di azioni di gestione e conservazione è globalmente riconosciuta. (Underwood et al, 2008; EEA, REG Med 1967/2006).
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Vedi anche:
Le azioni del WWF Italia per l'Ecoregione Mediterraneo
Guarda il video "La Conservazione Ecoregionale"




