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22-11-2011

Tenerife

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Tenerife © Four Seasons Natura e Cultura
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Il sole all'aeroporto inonda le grandi vetrate e costringe a tenere gli occhi semichiusi, a farli lavorare un po' di pupille per riabituarli a tanta luce, a ripescare d'improvviso la modalità estate, da qualche tempo in attesa che torni il suo tempo. A poche ore di volo dall'Italia, Tenerife è però un viaggio che trasporta più lontano dei 3500 chilometri effettivi di distanza.

E le ragioni sono geograficamente e geologicamente evidenti guardando un qualsiasi mappamondo: le colonne d'Ercole sono lassù, il grande profilo alla destra dell'isola è quello africano, è il deserto del Sahara, e a quel continente appartengono le terre laviche che compongono le Canarie, di cui Tenerife fa parte. E' solo per ragioni coloniali, poi, che queste dal XV secolo appartengono alla Spagna: i conquistadores ebbero ragione dei normanni e dei portoghesi, decimarono i guanches (la popolazione di origine berbera che abitava le isole) trasportandoli come schiavi nel Nuovo Mondo e da allora la Spagna ne ha sempre avuto il controllo, tanto da essere oggi una delle sue 17 comunità autonome.

Le Isole Canarie erano già note ai tempi di Plinio il Vecchio, che raccontò di una spedizione esplorativa compiuta dal Re Giuba II di Mauritania, durante la quale sembra incontrò grandi quantità di canis che vagavano, da cui forse l'origine del nome attuale. Un'aura di leggenda le ha spesso accompagnate, in quanto molti europei vedevano in questo arcipelago i resti di Atlantide, sparita nel mare e le cui uniche tracce sarebbero le cime delle montagne più alte che emergono in superficie. E' certa invece l'origine del nome dato al canarino, in quanto è l'uccello più diffuso sulle isole.

I viali di Santa Cruz de Tenerife, capitale dell'isola e delle Canarie tutte insieme a Las Palmas de Gran Canaria sull'isola di Gran Canaria, testimoniano un turismo maturato troppo velocemente; fu Franco, negli anni '60, decise di aprire il paese per risollevarlo dalla crisi nella quale era caduto nel secondo dopoguerra. Il boom economico fu immediato, i risultati sono evidenti dai finestrini della guagua (così chiamano qui gli autobus, come in centro america) che porta all'hotel.

Tenerife in particolare è l'isola che più ha sviluppato questa vocazione: è meta costante di masse di giovani che ne riempiono le importanti strutture alberghiere per divertirsi nelle sue discoteche, nei campi da golf e nei modernissimi porti sportivi, con effetti più o meno incisivi sulla vita degli abitanti e sulla natura.

La TF-5 Autopista del Norte lascia alle spalle questo trambusto della massa e si dirige verso il cuore dell'isola, verso spazi ancora intatti di una natura varia e viva, dove toccare con mano una ricchezza dirompente in termini di biodiversità; l'autobus attraversa vallate di vegetazione subtropicale e pianure coltivate prima di svoltare a sinistra ed entrare ad Orotava.

tenerife6La prima tappa del viaggio è lontano dalle spiagge di mare cristallino che abbondano sulle brochure turistiche, la prima tappa è dentro l'isola. I Guanches chiamavano l’isola Tene Ife, ovvero “Montagna Innevata” e si riferivano al monte Teide, che con i suoi 3718 metri è la vetta più alta di tutta la Spagna. Il Teide era invece chiamato "Echeyde", che significa "Casa di Guayota", il Diavolo. Secondo la loro tradizione Guayota sequestrò il Dio del Sole, Magec, e lo portò al centro del Teide portando l'oscurità sull'isola di Tenerife. I Guanci chiesero allora aiuto ad Achamán, supremo signore celeste che liberò il Sole e chiuse il maligno nel vulcano, tappando la bocca del cono con il Pan de Azúcar, l'ultimo cono che corona il Teide, visibile anche oggi. Solenne ed imponente, divide Tenerife a metà ed in qualsiasi periodo dell'anno ha la cima completamente ricoperta di neve. Il Teide si fece sentire per l'ultima volta nel 1909; dal 1954 è un parco nazionale protetto per salvaguardare la natura che qui è cresciuta. I coni vulcanici e le colate laviche che per secoli si sono stratificati hanno creato un paesaggio straordinario, per forma e colori. E' il caso delle “Roques de Garcia” e de “Las Canadas”.
Le Rocce di Garcia sono delle formazioni rocciose che si possono definire "surrealiste"
. ll sole, il vento, l'acqua, la neve, hanno eroso immensi blocchi di pietra lavica dando loro delle forme strane; le più famose sono el “roque Cinchado”, che molti locali chiamano "Árbol de piedra", albero di pietra, o anche "roque del billete de mil pesetas antiguo", "roccia del vecchio biglietto da 1000 pesetas", per la somiglianza al profilo che si trovava su questa banconota. Altrettanto famoso è il "Dito de Dios", una formazione rocciosa puntata verso il cielo che ricorda il dito Creatore di Dio dipinto da Michelangelo nella Cappella Sistina. Sempre in questa zona ci sono “Los Azulejos”, formazioni di lava che assumono riflessi verdastri per la forte presenza di ossido di ferro. Nella zona di Las Canadas è possibile vedere la struttura interna del vecchio edificio vulcanico e leggere la storia eruttiva di circa 3 milioni di anni. Las Cañadas è uno dei coni vulcanici più grandi del mondo, con un'apertura di circa 45 km di perimetro.

Anche la ricchezza biologica non è da meno; ci sono circa 700 specie di invertebrati, tra rane, serpenti, lucertole, di cui quasi il 70% vive solo qui. Ed è altrettanto straordinario poter trovare in uno stesso luogo, alberi di banane, boschi di collina, foreste alpine.

tenerife4La splendida valle stracolma di palme e bananeti che parte dal Teide per arrivare fino al mare si chiama Valle di Orotava. Ha la forma di un immenso rettangolo di 18 km di lunghezza per 8 km di larghezza, che scende in modo spettacolare da 2000 m di altitudine fino ad arrivare al mare. La grande inclinazione della parte alta si addolcisce più in basso, fino a terminare nel mare, con una costa bassa, rocciosa e alcune bellissime spiagge. Una di queste, ed una delle più belle dell'isola, è El Bollullo, 400 metri di sabbia vulcanica e acqua trasparente incastonata tra splendide scogliere. La spiaggia non è molto famosa, anche perchè ci si arriva solo a piedi dal ristorante El Bollullo, nella zona di El Rincón, nel municipio di La Orotava. Altre spiagge degne di nota nella parte nord dell'isola (per quanto a Tenerife sia difficile trovarne una poco interessante) sono Los Patos, la Playa del Pozo e la spiaggia de El Socorro.

L'altra città importante al nord è Puerto de la Cruz: se non fosse per quei palazzoni di cemento cresciuti a dismisura negli ultimi decenni per accogliere un numero crescente di turisti, Puerto de La Cruz sembrerebbe essersi fermata agli inizi del secolo scorso,quando divenne il luogo di rifugio invernale per ricchi signori provenienti dal freddo nord Europa. Puerto de La Cruz, rispetto ad altre località dell’isola di Tenerife, è meta di un turismo tranquillo, più sofisticato. Passeggiare per il ben conservato centro storico è incontrare le case dalla tipica architettura isolana, come Casa de la Aduana e Casa Miranda. Diversi i luoghi di svago, alcuni di eccezionale bellezza, come i quartieri marinari della Ranilla, di San Amaro e La Paz. S Chi va a Puerto de La Cruz, non può perdersi una visita al Lago Martiánez, a Playa Jardín e Punta Brava, al Casino Taoro, al Loro Parque (il parco dei pappagalli, oltre 3000 esemplari a rappresentare più di 300 specie, ma anche delfini, pinguini,leoni marini, orche e orchidee) e al Giardino Botanico.

La guagua che da Santa Cruz de Tenerife va verso sud incontra invece un paesaggio molto diverso da quello settentrionale, più desertico, come conseguenza di un clima più secco, dove suggestive coste rocciose si alternano a spiagge di sabbia lavica. Sono queste spiagge della parte meridionale quelle più frequentate: la spiaggia di El Medano è la più grande di Tenerife, 2 chilometri che terminano con il caratteristico cono vulcanico di Montaña Roja, riserva naturale protetta. La spiaggia Cabezo è famosa a livello internazionale per il windsurf, mentre Los Cristianos e Las Americas sono dei giganteschi centri balneari da migliaia di turisti al giorno, in cui si può provare e trovare praticamente di tutto.

tenerife1Nella parte sud del Paese troviamo anche le misteriose Piramidi di Guimar: situate nell'omonimo comune, sono costruzioni delle quali non si conosce la provenienza. Le piramidi sono sofisticati edifici simili a quelli trovati in Egitto, Mesopotamia e Sudamerica; sono orientate astronomicamente per proiettare il loro cono d'ombra durante il solstizio d'estate e d'inverno. Il mistero viene dal fatto che i Guanches non sembra potessero avere le conoscenze per costruirle, in quanto al tempo della conquista spagnola erano l'unico popolo europeo ad essere rimasto all'età della pietra. Due sono le teorie: Thor Heyerdahl sostiene che siano la dimostrazione che gli uomini si erano mossi tra Europa e America prima di Colombo, con le Canarie come strada più breve per questo passaggio; le conoscenze tecniche per costruirle sarebbero arrivate con uno di questi passaggi. Secondo una teoria più recente, invece, che si oppone a quella di Heyerdahl, le piramidi vennero create durante la coltivazione della cocciniglia (un insetto da cui si estrae un colorante rosso vivo, usato nella moda, nei cosmetici e negli alimenti) e il loro orientamento si deve all'influenza della Massoneria, che le aveva usate per affermare il proprio simbolismo. In effetti, il proprietario del terreno dove si trovano le piramidi era un massone.

La guagua per completare il giro dell'isola ferma invece a San Cristobal della Laguna, ultima ma non ultima di questo viaggio, in quanto è la cittadina più bella di Tenerife e forse anche una delle più belle delle Canarie. E' un luogo di grande fascino e storia, protetto dall'Unesco come Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Antica capitale dell’isola di Tenerife, La Laguna è un esempio eccezionale di «città-territorio», primo esempio di città coloniale non fortificata che fece da modello per le città delle colonie americane. La città venne progettata tendendo conto di profondi principi filosofici e realizzata grazie alle conoscenze della navigazione, la scienza principale dell’epoca della costruzione. Il centro storico, infatti, ricalca la mappa delle stelle, con edifici e luoghi importanti costruiti in corrispondenza delle stelle, proprio come in un’antica mappa dei marinai. Costruito nel 1500, il centro storico è rimasto intatto così come intatti sono i suoi quasi 600 edifici. Oggi grazie all’Università e alla Diocesi, è la capitale culturale e religiosa di Tenerife.

 

Lorenzo Corbani

© Riproduzione riservata


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Viaggio escursionistico "La Tenerife nascosta"

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Istituito nel 2001, l'Ufficio Turismo incorpora le due "anime" che sino allora rappresentavano le attività del WWF in questo settore: quella più istituzionale, che dagli inizi degli anni '90 promuove il concetto della responsabilità e sostenibilità del turismo e quella che dagli anni '70 organizza, promuove e realizza vacanze, per sensibilizzare e educare alla natura e all'ambiente bambini, ragazzi, famiglie e adulti.

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