A terra ci sono schifezze, cadaveri, ma anche fiori. Sul margine esterno, nella cosiddetta banchina della strada, c'è una striscia di larghezza variabile, dove si fissano i paracarri e i guardrail. È il limbo fra la strada e la campagna. Erba e fiori la rendono gradevole, specie in estate quando nascondono i rifiuti di cui si liberano gli automobilisti.
Sto parlando di poveri fiori o fiori poveri, quelli che difficilmente trovano posto in un giardino. È natura spontanea, che però sta mettendo radici fra i seguaci del wildlife garden (www.nwf.org), una forma di disobbedienza civile con un bel futuro davanti a sé.
I fiori lungo strada li posso contare, come le pecore quando voglio addormentarmi, oppure posso cercare di classificarli fissandomeli nella mente: prima quelli gialli (sono la maggior parte), poi quelli bianchi (normalmente molto piccoli), e quelli rossi (quasi sempre papaveri) e, infine, gli altri di colori più rari. Di sera me li cerco su un manuale.
A proposito di manuali, desidero fare pubblicità a un libretto dal titolo "Flora ferroviaria". Raccoglie le osservazioni botaniche fatte da un ferroviere alla stazione internazionale di Chiasso fra il 1969 e il 1978. Delizioso. L'ho messo sul comodino accanto a Camilleri e alla Divina Commedia, che prima o poi leggerò tutta, complice Benigni.
Elenco dei fiori ed erbe più rimarchevoli visti lungo la strada in un quarto d'ora d'osservazione costante e insistita:
- Piantaggine o lanciola o lingua di cane o petacciuola.
- Cicoria selvatica, dalle cui radici si trae un surrogato del caffè.
- Bambagiona, che secondo Plinio il Vecchio serviva per estrarre schegge dal corpo.
- Papavero, un'oppiacea che i contadini somministravano sottoforma di sciroppo ai bambini irrequieti per indurli al sonno (ehm, ehm!).
- Fumaria, che strappandola dal suolo emana odore acido e gassoso.
- Ravanello selvatico o rafanistro, molto amato dalle api.
- Senape selvatica, odiatissima dai contadini ma utile ai ciclisti perché combatte gli attacchi di malinconia e depressione.
- Lattona o Erba di Santa Maria da cui, sempre secondo Plinio, traendo un succo lo si versava nell'orecchio di chi aveva mal di denti.
- Malva, che procurò un'indigestione a Cicerone.
- Ortica. Buona con il risotto.
Intanto, notizia fresca, questa storia dei fiori lungo le strade non è un mio pallino.
In Francia hanno deciso di seminarli lungo centinaia di chilometri di strade, visto che nei campi se ne vedono sempre meno. Non è una questione di colori. Dai fiori dipende la vita delle api. In Francia, come nel resto d'Europa, le api stanno diminuendo a vista d'occhio. Seminando fiori melliferi si spera di invertire la tendenza.
Bello. Se c'è da firmare, firmo!
Avete da segnalarci qualche strada da percorrere in bici o a piedi particolarmente ricca di fiori? Diteci anche quale è il periodo migliore per andarci!
