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coccinella
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07-05-2012

L’ultimo bambino nei boschi

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Ci siamo chiesti a lungo con quale libro inaugurare, all'interno del Blog di WWF NaTuRe, la parte dedicata alla presentazione di letture stimolanti, coinvolgenti e in linea con i temi che trattiamo: natura, turismo responsabile, mobilità dolce, e tutto ciò che può essere utile e funzionale per fare, del nostro tempo libero, un momento magico di incontro con la Biodiversità, la Natura e il Paesaggio.

Diverse le novità a nostra disposizione, che vi presenteremo nei prossimi giorni. Alla fine abbiamo deciso di iniziare con un libro che non è certamente una primizia ma è, senza dubbio, una chicca conosciuta in particolare dagli "addetti ai lavori". E' stato pubblicato infatti in Italia nel 2006 da Rizzoli ma è ancora di attualità . Anzi, scommettiamo (ma francamente vorremmo perdere questa scommessa) sarà di attualità ancora per lungo tempo. Purtroppo.

louv-bambino-boschiL'ultimo bambino dei boschi di Richard Louv, noto pedagogista americano e autore di diverse pubblicazioni, una cinquantina di anni fa non aveva ragione di essere scritto. In un'epoca di realtà virtuali diventa invece una sorta di libro-manifesto.

"Proprio nel momento in cui il legame tra ragazzi e il mondo naturale sembra spezzarsi – dice Richard Louv -, un numero crescente di ricerche collega direttamente e in maniera positiva il nostro stato di salute mentale, fisico e spirituale al rapporto con la natura. Diversi studi indicano che il disturbo da deficit di attenzione e altre alterazioni quali, ad esempio, l'obesità, la disattenzione, la svogliatezza, la noia, la depressione, l' ansia, possono essere infatti efficacemente trattate favorendo il rapporto tra i giovani e la natura". " Stando alla parole di un ricercatore – continua Louv - oggi possiamo affermare che i bambini non hanno bisogno solo di una corretta alimentazione e di un buon sonno, ma anche del contatto con la natura". "Questo libro- conclude l'autore, partendo da presupposti psicologici, lancia un forte messaggio pedagogico e di impegno civile, esortandoci a recuperare il contatto con la natura: una corsa all'aria aperta, il gioco nei boschi, una nuotata in un lago, una vacanza in campeggio possono favorire la creatività, la gioia di vivere, la passione, persino il senso critico e la capacità di risolvere i problemi".

Un libro che è rivolto ai genitori e educatori e chi ha a che fare con bambini e ragazzi. Ma non solo, secondo noi. E' vero che sono loro i "destinatari" del libro, ma è anche vero che, per portarli in natura e motivarli a viverla, lasciando i videogiochi o il telecomando della televisione, è necessario che noi per primi recuperiamo i nostri ricordi (perché la natura è stata importante per noi, quali erano o sono i luoghi naturali in cui ci piaceva e ci piace "rifugiarci"...), i nostri valori (cosa rappresentano per noi un bel paesaggio, l'osservazione di una pianta o di un animale, perché amiamo la natura e perché vogliamo tutelarla) e gli entusiasmi (cosa c'è di più bello di "perdersi" in un bosco o di guardare le nubi rincorrersi nel cielo sdraiati su un prato).

Paradossalmente se chiediamo a un bambino o a un ragazzo che cos'è il cambiamento climatico, cos'è la biodiversità , quali sono i maggiori impatti ambientali del nostro tempo vi risponderà probabilmente senza tentennare, dando le giuste soluzioni. Ma se gli chiedete quando (e se mai) si è arrampicato su un albero, quando si è sdraiato in un prato, quando ha sguazzato a piedi nudi lungo un torrente saltando di sasso in sasso, quando ha annusato il profumo di un fiore direttamente sul campo, quando ha ammirato in diretta (non televisiva) un'alba o un tramonto o un letto di stelle o uno scoiattolo saltellare sui rami di un albero, vi guarderà smarrito e incerto.

Ecco quindi un libro per passare dalla teoria della natura alla pratica nella natura, anche perché - il fine ultimo - è la ricerca del nostro benessere psico-fisico . E siamo sicuri che trovandolo tra gli alberi, nel cielo, tra le colline, tra le montagne o lungo le coste di un lago o del mare o le rive di un fiume, starà bene anche la natura, l'ambiente e la biodiersità. Mai ci permetteremo, infatti, di rovinare qualcosa che ci procura piacere, energia e felicità!

Buona lettura e ... buona Natura!

Roberto Furlani

Triestino di nascita e milanese di adozione, è responsabile dell'Ufficio Turismo, dopo un passato di ittiologo d'acqua dolce e di educatore ambientale. Le sue principali passioni sono la famiglia, la scrittura (è giornalista) e la lettura. Ama tutti gli sport legati alla natura, in particolare viaggi e escursioni a piedi, in bicicletta e sott'acqua e la genuinità dei prodotti locali... vini compresi, ovviamente!

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