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Natura in Famiglia
Natura in Famiglia

Come fare vivere la Natura ai propri figli: attività di educazione ambientale in famiglia.

"Cosa è essenziale per crescere?" Lo chiede Sofia, una ragazzina sui 13 anni, al pedagogista Daniele Novara alla fine della presentazione milanese del suo libro L'essenziale per crescere, scritto a quattro mani con Silvia Calvi, giornalista di Donna Moderna.

Blog copertinaNovaraLa questione non è di facile risoluzione: Novara ha appena parlato di una società odierna caratterizzata da un'orfanità educativa e pedagogica. Però lo si può spiegare facilmente, con esempi pratici, come fa Novara: essenziale è per il genitore usare regole chiare, educare non significa semplicemente parlare. Essenziale è anche affrontare i conflitti, perché accontentare sempre non significa avere un buon rapporto con i figli. Essenziale è restituire agli adulti i loro ruoli educativi e recuperare un gioco di squadra tra i genitori.

Mercoledì, 18 Luglio 2012
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Ecco come fare il taccuino del naturalista da portare con voi in ogni attività all'aperto. Fatto, ovviamente, assieme ai vostri figli!

Esplorare la natura

Ci sono due modi per visitare un ambiente naturale, quello dello spettatore passivo e quello del protagonista dell'esplorazione.

Lo spettatore passivo è in realtà un visitatore, che rivolge la sua attenzione esclusivamente ad ambienti naturali che sono segnalati sulle guide e quasi sempre sono aree protette. Appena arrivato cerca di farsi accompagnare ovunque, quasi sempre in gruppo con altri, e di farsi spiegare tutto da una guida esperta, sempre molto utile, ma che "accompagnerà" e sarà un mediatore tra l'ambiente visitato e non favorirà il contatto diretto e l'immersione totale nell'ambiente.

Il protagonista dell'esplorazione trova la natura dappertutto anche senza compiere lunghi viaggi. Si muove quasi in punta di piedi, per non disturbare, procede con calma da solo o in piccoli gruppi, attento ad ogni minimo particolare, e la sua curiosità è attratta da tutto ciò che lo circonda. Non deve per forza "arrivare alla fine del sentiero", e magari non porterà con sé tutti, ma proprio tutti, i dettagli dell'escursione, forse mancherà il nome di "quell'uccello che gli è volato accanto" o di "quell'animale che ha lasciato le impronte lungo il sentiero", oppure di "quell'albero dalle foglie strane", ma avrà dentro di sé tante emozioni e tanti ricordi tutti suoi, con un amico in più per continuare l'esperienza a casa: il taccuino del naturalista.

Venerdì, 22 Giugno 2012
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Visitando un parco, uno degli errori da evitare è quello di credere di andare in un posto raro e "isolato". Anche se un'area protetta ha peculiarità naturali di altissimo valore, o vi sopravvive un raro animale, si tratta comunque di un luogo che può avere caratteristiche simili ad altri, dove imparare a osservare altri boschi o fiumi che si trovano fuori dall'area protetta . Una faggeta è sempre una faggeta, sia che si trovi entro in confini di un parco, sia quando ne è al di fuori. Un fiume è sempre lo stesso, sia quando scorre dentro un'area protetta, sia quando lo incontriamo "fuori".

Mercoledì, 20 Giugno 2012
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L'attenzione al mondo naturale spesso rivolta a luoghi lontani, può riservare scoperte affascinanti anche nei luoghi più impensati e "normali". Basta pensare all'ambiente urbano: un numero sempre maggiore di specie animali ha trovato rifugio in città e si sono adattate a vivere a contatto con l'uomo. Scoprire la natura, conoscerla meglio, non significa necessariamente andare in un parco naturale. Anzi, dal punto di vista didattico, un itinerario di interesse naturalistico in un ambiente urbano, così intensamente frequentato, può svolgere più efficacemente la sua funzione informativa.

Mercoledì, 13 Giugno 2012
Pubblicato in Natura in Famiglia
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L’educazione ambientale in natura, un apprendimento per esperienza
Esistono molti modi per accostarsi all’ambiente e alla natura e una delle occasioni migliori e più ricca di spunti è offerta dalle esperienze dirette nel corso di uscite ed escursioni. Vera e propria “Aula all’aperto”, la natura soddisfa l’esigenza di educare all’ambiente attraverso esperienze concrete e utili al raggiungimento di traguardi altrimenti impossibili con i metodi della lezione frontale o dei laboratori didattici tradizionali.

Mercoledì, 06 Giugno 2012
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