Nato a Milano nel 1954, costretto a vivere nel Terzo Millennio, Albano Marcarini è urbanista, cartografo, viaggiatore a piedi e in bicicletta. Appassionato compilatore di guide di viaggio, si è dedicato fin dalla più tenera età all'esplorazione geografica.
Non ci potevo credere. La stazione era murata, come fosse un edificio terremotato o infestato da un contagio. Eppure ci stava ancora la scritta del paese, seppur penzolante da un lato. Ma non si poteva entrare. C'erano dei mattoni a tappare porte e finestre. Poi c'erano scritte, fatte da chi non ha modi migliori per esprimersi. Potevo solo girarci attorno e mettermi ad attendere il treno. Sì, perché un treno ci passava (non so per quanto tempo ancora). Ma il marciapiede era una desolazione. Grosse fessure lasciavano spuntare erbe e non c'era modo di sedersi, come si faceva una volta, nell'attesa. A meno di non farlo per terra, sul cordolo della banchina.
Cosa è meglio in bicicletta? Un rettifilo che non vede la fine, come quello che sto affrontando fuori Lodi, o una strada piena di curve? Un tornante o un drittone in salita? Ho posto la questione sulle pagine di Facebook. Non c'è dubbio. Tutti o quasi propendono per le curve. Non è solo una questione di estetica. Più bello, meno noia, più prospettive, meno sguardo fisso, più scatti, meno routine.
Nel suo macinare chilometri, il ciclista è portato a guardare per terra, con la testa china. La riga bianca della carreggiata fa da guida e per un po' non mi preoccupo delle buche, degli imprevisti o altro. Basta levare il capo ogni tanto per scandagliare l'immantinente tratto di strada.
Una Fattoria del Panda biologica, in uno splendido Parco dell'Appenino modenese, con tanti amici e tanti cavalli.
Mai sognato di diventare provetti naviganti abili a manovrare vele e interpretare i venti e le correnti?